
lunedì, 14 aprile 2008
Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore è una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarsi insieme.
ciopcip
| 23:40
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*poesia, my thoughts
*
venerdì, 21 settembre 2007
oscilliamo nel vuoto..
Apparente gioco di inutilità
i nostri corpi vibrano nell'aria..
ed è musica per l'orecchio attento
giovedì, 03 maggio 2007
PIOGGIA
Cantava al buio d'aia in aia il gallo.
E gracidò nel bosco la cornacchia:
il sole si mostrava a finestrelle.
Il sol dorò la nebbia della macchia,
poi si nascose; e piovve a catinelle.
Poi tra il cantare delle raganelle
guizzò sui campi un raggio lungo e giallo.
Stupìano i rondinotti dell'estate
di quel sottile scendere di spille:
era un brusìo con languide sorsate
e chiazze larghe e picchi a mille a mille;
poi singhiozzi, e gocciar rado di stille:
di stille d'oro in coppe di cristallo.
ciopcip
| 11:27
| commenti (1)
*poesia
*
domenica, 04 marzo 2007
The Daffodils I wandered lonely as a Cloud Continuous as the stars that shine The waves beside them danced, but they For oft when on my couch I lie Vagabondavo solo come una nuvola William Wordsworth
That floats on high o'er Vales and Hills,
When all at once I saw a crowd,
A host of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
Out-did the sparkling waves in glee:-
A poet could not but be gay
In such a jocund company:
I gazed-and gazed-but little thought
What wealth the show to me had brought:
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude,
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the Daffodils.![]()
Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorate giunchiglie
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.
Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Così si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa
Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:
Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata,
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danzo con i narcisi
ciopcip
| 01:31
| commenti (3)
*poesia
*
domenica, 25 febbraio 2007
A te che stai leggendo:
regalo una rosa...
perchè tu possa sentirne il profumo dolce ed estivo,
per ammirarne il colore unico e perfetto,
per capire che le spine ci sono
ma basta saperle maneggiare per farle essere innocue,
per scoprirne il cuore prezioso,
perchè i petali possano accarezzarti e spingere via la tristezza ed il gelo,
qualunque cosa ti stia capitando...
per farti compagnia
Ti regalo una rosa perchè
io stesso avrei bisogno di qualcuno che mi lasci scoprire tutto questo.
Perchè a volte mi capita di essere giù,
e pensare che ho ancora la possibilità di ricevere la mia rosa mi da forza,
mi fa andare avanti,
mi permette di non arrendermi
perchè io *non voglio* arrendermi mai;
La rosa, cos'è per me?
Un piccolo pensiero, nulla più,
ma a volte penso che è di questo che abbiamo bisogno...
di un pensiero d'amore.....
mercoledì, 27 settembre 2006
Inizio d'autunno L'autunno diffonde nebbie bianche, Presto deserti saranno alberi e giardino, Ciò che la mia giovinezza rallegrava, Amore, o meraviglioso ardore,
l'estate in eterno durare non può!
La sera con luce di lampada
di buon'ora dal fresco alla casa mi chiama.
infuocata soltanto sarà la vite selvatica
intorno alla casa, e presto anch'egli si spegnerà,
l'estate in eterno durare non può.
non ha più il vecchio lieto chiarore
e non rallegra più il mio presente-
l'estate in eterno durare non può.
che per i piaceri e le pene degli anni
nel mio sangue era sempre acceso-
o amore, puoi spegnerti anche tu?
ciopcip
| 19:40
| commenti (1)
*poesia
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lunedì, 04 settembre 2006
Proprio stasera, su un foglio verde letto per far passare il tempo, mi scontro con questa bellissima poesia. Il foglio verde è il programma di un matrimonio avvenuto oggi pomeriggio e per chiudere questo piccolo fascicolo vengono usate queste parole, che hanno poco di sacro ma molto di personale. Alcune espressioni sono strane, inusuali per chi, in un giorno così importante, vuole diventare un corpo e un'anima sola. Sul matrimonio Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l'un l'altro le coppe, ma non bevete da un'unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l'uno non sia di rifugio all'altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
ciopcip
| 23:28
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*poesia, my thoughts
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martedì, 29 agosto 2006
ciopcip
| 02:49
| commenti (2)
*poesia
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mercoledì, 26 luglio 2006
Chi sono? Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
Nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
Davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.
martedì, 04 luglio 2006
Ti guardi allo specchio e cosa vedi? Passi la lingua sui denti, Le tue braccia lungo il corpo, la tua figura nello specchio, Buongiorno amore.
Quella ruga che parla di lui
e le tue occhiaie che sanno di notti a pensare,
chissà a cosa, chissà a chi...
Le tue mani, ti ricordano chi hanno stretto, chi hanno trattenuto
quando non ce ne era più motivo,
quando non c'era senso.
metti a cuore le labbra ed un brivido ti sale dalla schiena
ripensando alla sua bocca, alla sua lingua...
Scosti l'accappatoio e valuti il tuo seno.
Ricordi baci, carezze, che ora ti sembrano così intense
che le gambe tremano, i tuoi fianchi chiedono, il tuo ventre si scioglie.
nella mente, nell'anima, soltanto lui.
Dove sei?
ciopcip
| 15:16
| commenti (1)
*poesia
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~ Le cose che ho imparato nella vita ~ Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà E per questo, bisognerà che tu la perdoni. Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te. Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze. Che la pazienza richiede molta pratica. Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo. Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse. Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari. Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
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