mercoledì, 28 marzo 2007



Che dire di questo disco...se siete amanti del gothic compratelo perchè vi piacerà. Se siete invece amanti dei Within Temptation, quelli di Mother Earth e di Silent Force per intenderci, ne rimarrete senz'altro delusi. Delusi perchè è troppo scontato...troppo gotico...troppo classico per una band, forse l'unica, che ha avuto il coraggio e la bravura di unire la celtica al metal. Dai tempi di "Enter", unico album attinente al genere dove sono collocati, han sfornato canzoni dallo stile unico, impossibile da trovare in giro, chi li definiva gothic non li aveva mai ascoltati veramente, non aveva mai ascoltato la cover di "Running up that hill" o canzoni come "Pale" o "The promise" etc. Tornando a questo album, è ammirevole (o deprovevole, dipende dai punti di vista) la loro voglia di farsi conoscere ed apprezzare in giro per il mondo..la prova di ciò? Lo stile "americano" di musica, con il conseguente debutto nei circuiti commerciali degli U.S.A. Tutto ciò ha comportato un uso di chitarre molto più presenti, molto più pesanti rispetto ai lavori precedenti, dando quindi più importanza all'aspetto ritmico e "potente" delle canzoni, un po' meno a quello davvero melodico ed onirico. Non mancano pezzi lenti o quasi: "Frozen", "Forgiven" ne sono l'esempio, oppure accattivanti come l'intro di alcuni pezzi come "Cross" o "Hand of Sorrow" quest'ultimo brano tral'altro è uno dei più belli del disco e forse l'unico che ricorda davvero i loro precedenti lavori. Il resto è classico, classicissimo gothic metal, o piuttosto gothic rock. Tirando le somme un cd bello, che non spicca certo per originalità, che confrontato con "The open door" degli Evanescence risulta inferiore. Sinceramente non me lo sarei aspettato da una band come loro..chissà che finita la brama di successo ritornino quelli di un tempo!

ciopcip | 13:00 | commenti
*canzone *

 

domenica, 25 marzo 2007

Rossetti - Sibilla Palmifera

La mostra di oggi meritava le 3 ore e mezza di andata e ritorno.. 

ciopcip | 22:26 | commenti (5)
* *

 

sabato, 17 marzo 2007

Basta. Sono fuori. Dai ricordi. Dal passato. Ma sono anche fuori di testa. Prima o poi le cose che hai lasciato indietro ti raggiungono.
E le cose più stupide, quando sei innamorato, te le ricordi come le più belle. Perché la loro semplicità non ha paragoni. E mi viene da gridare. In questo silenzio che fa male. Basta. Lascia
stare.
Metti tutto di nuovo a posto. Ecco. Chiudi. Doppia mandata. In fondo al cuore, lì dietro l'angolo. In quel giardino. Qualche fiore, un po' d'ombra e poi dolore. Mettili lì, ben nascosti, mi raccomando, dove non fanno male, dove nessuno li può vedere. Dove
tu non li puoi vedere. Ecco. Di nuovo sotterrati. Ora va meglio.
Molto meglio.

Ho voglia di te

sabato, 10 marzo 2007

1 anno fa...

      
tornare indietro no, vero?

ciopcip | 09:09 | commenti (1)
* *

 

domenica, 04 marzo 2007

The Daffodils

I wandered lonely as a Cloud
That floats on high o'er Vales and Hills,
When all at once I saw a crowd,
A host of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced, but they
Out-did the sparkling waves in glee:-
A poet could not but be gay
In such a jocund company:
I gazed-and gazed-but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude,
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the Daffodils.

Vagabondavo solo come una nuvola
Che alta fluttua su valli e colline,
Quando a un tratto vidi una folla,
Una schiera di dorate giunchiglie
Lungo il lago e sotto gli alberi
Una miriade ne danzava nella brezza.
Fitti come le stelle che brillano
E sfavillano sulla Via Lattea,
Così si stendevano in una linea infinita
Lungo le rive di una baia.
Una miriade ne colse il mio sguardo
I fiori si lanciarono in una danza gioiosa
Lì presso danzavano le onde scintillanti,
Superate in letizia dai narcisi;
Un poeta non poteva che esser lieto
In così ridente compagnia.
Mirando e rimirando, pensai poco
Al bene che la vista mi recava:
Spesso quando me ne sto disteso,
Senza pensieri, o pensieroso,
Essi balenano al mio occhio interiore
Che rende la solitudine beata,
E allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danzo con i narcisi

 William Wordsworth

ciopcip | 01:31 | commenti (3)
*poesia *

 

~ Le cose che ho imparato nella vita ~ Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà E per questo, bisognerà che tu la perdoni. Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te. Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze. Che la pazienza richiede molta pratica. Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo. Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse. Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari. Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.

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